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lunedì, 18 settembre 2017

riscopriamoli 2017RISCOPRIAMOLI!
settembre 2017 - aprile 2018

 

Uno degli obiettivi di ogni cineclub è senz’altro quello di riproporre i capolavori della storia del cinema, che è ben difficile ammirare sul grande schermo al di fuori delle retrospettive festivaliere. Da diversi anni i Circoli del cinema di Bellinzona, di Locarno e LuganoCinema93 hanno portato avanti a questo scopo una rassegna a scadenza mensile dedicata a un grande regista del passato (Rossellini nell’ultima stagione, prima Altman e tanti altri ancora tornando indietro nel tempo). Ora si è aggiunto anche il Cineclub del Mendrisiotto, che ha proposto per questa stagione una rassegna di classici del passato, non più su un singolo autore ma lasciando ad ognuno la libertà di scegliere i film che preferiva e che riteneva più adatti per il proprio pubblico.

Occorre dire che questa libertà è oggi fortemente limitata da quel che si può trovare a prezzi accessibili sul mercato distributivo. Praticamente non c’è più nessun distributore svizzero che mantiene nel proprio catalogo un film, per quanto glorioso, del passato, e la ricerca degli aventi diritto sul piano internazionale si rivela tutt’altro che facile e soprattutto i costi sono quasi sempre inaccessibili per le finanze di un cineclub.

Rimane, è vero, l’offerta della Cinémathèque suisse, che da qualche anno ha varato un progetto distributivo che includeva anche molti classici americani ed europei. Ma anche in questo caso l’acquisizione dei diritti ha una durata limitata e ora ci si trova in una situazione in cui l’offerta si è di molto ridotta. Confrontati con questa situazione non certo rallegrante, i cineclub ticinesi hanno fatto scelte diverse, sempre comunque basandosi su quanto era a portata di mano.

Bellinzona e Locarno hanno optato per una riduzione di campo, concentrandosi sui classici hollywoodiani degli anni Quaranta e Cinquanta, Mendrisio ha preferito una formula ibrida, integrando nel programma un film muto, un classico svizzero come Die letzte Chance di Leopold Lindtberg e un paio di importanti film europei degli anni Sessanta, mentre Lugano ha puntato essenzialmente sul cinema europeo, includendo film anche degli anni Settanta.

L’offerta complessiva è quindi molto variegata e sicuramente ciò non è un male, perché permetterà ad ognuno di vedere o rivedere i film che più desidera. E perché no, anche tutti, dal momento che il calendario non presenta nessuna sovrapposizione di date.

L’occasione è ghiotta per ogni appassionato, cosciente del fatto che anche nel cinema, come in ogni altro campo, la conoscenza del presente non può prescindere da quella del passato.

 

Michele Dell’Ambrogio, Circolo del cinema Bellinzona

 

 

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