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lunedì, 27 novembre 2017

cinema dal mondo 2017CINEMA DAL MONDO
Speciale Europa dell'est
novembre 2017 - dicembre 2017

 

Dopo aver concentrato l’attenzione sull’America latina (2013) e sul Medio Oriente (2015), questa volta il “mondo” è più vicino a noi e dopo la caduta del Muro di Berlino dovrebbe essere parte integrante dell’Occidente. Ma è proprio così? Le notizie che ci giungono dall’Europa dell’est, anche dalle nazioni che appartengono a quella fragile e contraddittoria Unione Europea, non sono delle più rallegranti: rigurgiti fascistizzanti in Ungheria, che si è circondata di muri contro i migranti, pericolose svolte destrorse in Polonia contro la separazione dei poteri e l’aborto, machismo e conflitti etnici mai sopiti nei Balcani, economia asfittica e povertà dilagante in Romania e Bulgaria, per non parlare della mano pesante di Putin in Russia.

Non che dalle nostre parti le cose vadano molto meglio, con la crescita un po’ ovunque di partiti e movimenti populisti e con l’incapacità dei governanti di sottrarsi alle logiche dei mercati finanziari, ma sembra proprio che al di là di quella che era la cortina di ferro il sogno di conquistare libertà e democrazia sia rimasto soffocato da pericolose tentazioni autoritarie. Cosa c’entra il cinema con tutto questo? Ai tempi del comunismo, il cinema dell’est ha trovato il modo di esprimersi ad alti livelli, di inventare nuove modalità narrative e persino di farsi portavoce, nonostante la censura, di forme di malcelato dissenso.

I massicci interventi statali hanno favorito la nascita di “scuole” invidiate in tutto il mondo, che hanno poi generato le varie “nouvelles vagues” ceche, polacche, ungheresi..., che il Festival di Locarno, ai tempi del buon Vinicio Beretta, ha contribuito a far conoscere. Oggi si sono imposte come altrove le regole del mercato, ma sotto le ceneri di quel che è stato sono ancora vive le braci di autentiche ispirazioni. Questo nostro “Speciale Europa dell’est” intende essere una parziale testimonianza della vitalità che ancora è presente nel cinema di quei paesi e che viene ogni anno consacrata nei maggiori festival internazionali, anche se ben raramente viene fatta conoscere al grande pubblico, allevato con massicce dosi di blockbuster e popcorn.

Quale sguardo gettano questi cineasti sul presente e sul passato delle loro nazioni di appartenenza? Seppur con stili e finalità molto diversi, non si potrà negare che si tratta di sguardi molto critici, che indagano nelle zone d’ombra della Storia e dell’attualità, rivelando malesseri diffusi, difficoltà a gestire i rapporti umani in una società che non ha finito di fare i conti con il proprio passato e che fatica a gestire la transizione in atto verso un nuovo orizzonte.

Presentiamo con questa rassegna otto film di indiscutibile valore artistico, che non mancheranno di rivelare, al pubblico che vorrà gustarseli, aspetti anche poco conosciuti della vita nell’est europeo, zona in cui abbiamo voluto inserire anche la Grecia, paese occidentale che la crisi ha reso molto simile a certi suoi vicini dell’est. Il Cineclub del Mendrisiotto ha poi voluto inserire, in collaborazione con la decima Biennale dell’immagine, un film di bruciante attualità che ci porta ancora più a sud-est, nella martoriata Siria.

Buone visioni e buone scoperte!

 

Michele Dell’Ambrogio, Circolo del cinema Bellinzona

 

 

Scarica il programma completo della manifestazione »

 

 

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