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mercoledì, 12 settembre 2018

italian ghost story 2018ITALIAN GHOST STORY
Sguardi sul nuovo cinema italiano
settembre 2018 - novembre 2018

 

Glorioso in passato, dato più volte per agonizzante se non addirittura già morto, il cinema italiano negli ultimi anni ha saputo dimostrare di essere più vivo che mai e di ottenere consensi, di critica e di pubblico, anche fuori dai confini nazionali. Basti pensare, per limitarci alle produzioni più recenti, ad alcuni film che si potranno vedere nelle sale ticinesi in questo periodo: Dogman di Matteo Garrone, premio per la miglior interpretazione maschile al Festival di Cannes, Lazzaro felice di Alice Rohrwacher (Palma per la miglior sceneggiatura), nonché l’ultimo film in due parti di Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi (Loro 1 + 2).

Film di cui vi consigliamo caldamente la visione e che, in un certo senso, completano questa nostra rassegna, che comprende altri titoli forse meno blasonati ma di sicuro interesse, che hanno fatto solo fugaci apparizioni nella Svizzera italiana e che a molti saranno probabilmente sfuggiti. Si tratta di opere prime o seconde di giovani registi: alcuni si immergono con intenti realistici nelle periferie disastrate o nei campi rom delle città italiane (Roberto De Paolis con Cuori puri, Jonas Carpignano con A Ciambra); altri propongono sguardi inediti e originali sui fenomeni mafiosi (Fabio Grassadonia e Antonio Piazza con Sicilian Ghost Story, Leonardo Di Costanzo con L’intrusa).

C’è chi indaga sul rapporto madre-figlia (Laura Bispuri con Figlia mia), chi rivanga il periodo degli anni di piombo concentrandosi sul dolore dei famigliari dei brigatisti (Annarita Zambrano con Dopo la guerra), chi esce dal proprio paese per raccontare gli ultimi travagliati anni di vita di Nico, la celebre cantante dei Velvet Underground (Susanna Nichiarelli con Nico, 1988) e chi ritrae il malessere interiore di una donna con gli stilemi del thriller psicologico (Giuseppe Petitto, purtroppo prematuramente scomparso dopo la lavorazione del film, con Occhi chiusi/Parlami di Lucy).

Prerogativa da alcuni anni del Cineclub del Mendrisiotto, la rassegna sul cinema italiano vede quest’anno affiancarsi per la prima volta anche il Circolo del cinema di Bellinzona e quello di Locarno, nell’intento di proporre qualche occasione in più al pubblico ticinese per scoprire ed apprezzare alcuni film recenti poco considerati nel circuito commerciale.

 

Michele Dell’Ambrogio, Circolo del cinema Bellinzona

 

 

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