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domenica, 18 novembre 2018

cinema dal mondo 2018CINEMA DAL MONDO
novembre 2018 - dicembre 2018

 

“Cinema dal mondo” ha raggiunto il quarto di secolo di vita. Se in origine negli intenti degli organizzatori poteva prevalere una certa vocazione terzomondista, testimoniata anche dalla sua denominazione iniziale (“Cinema dal sud del mondo”, poi mutatasi in “Cinema dell’altro mondo”), da diversi anni la rassegna autunnale dei cineclub ticinesi si è trasformata in una vetrina destinata ad accogliere i film di cui tanto si parla e si scrive nelle cronache dai principali festival internazionali (Cannes, Venezia, Berlino), che in quelle sedi vengono spesso insigniti dei più alti riconoscimenti, ma che poi ben raramente riescono a giungere nelle nostre sale.

L’edizione di quest’anno offre al pubblico ticinese, nei sedici appuntamenti tra Bellinzona, Locarno e Mendrisio, dieci film firmati da alcuni dei più grandi autori contemporanei, la metà dei quali provengono dall’ultimo Festival di Cannes (compresi la Palma d’oro andata a Hirokazu Kore-eda per Shoplifters, quello ex aequo per la miglior sceneggiatura a Jafar Panahi per Trois visages e il Premio FIPRESCI a Lee Chang Dong per Burning).

Dalla Berlinale dell’anno scorso giungono i due “Orsi” principali, quello d’oro a On Body and Soul di Ildikó Enyedi e quello d’argento (il Gran premio della giuria) a Félicité di Alain Gomis.

Completano il quadro altri tre film di rilievo: Zama di Lucrecia Martel, che alla Mostra di Venezia del 2017 era fuori concorso, Aga del bulgaro Milko Lazarov, che si è accontentato di vincere al Sarajevo Film Festival del 2018, e Khook di Mani Haghighi, in concorso all’ultimo Festival di Berlino.

La maggior parte di questi film sono delle anteprime in Ticino ed escono contemporaneamente alla loro apparizione sugli schermi d’oltralpe, mentre i rimanenti hanno avuto vita breve nel sempre più esiguo panorama d’essai nostrano ed è probabile che molti cinefili non siano riusciti a vederli. Da qualche anno “Cinema dal mondo” alterna edizioni “speciali” focalizzate su una certa area geografica (è stato il caso l’anno scorso con l’Europa dell’est, prima ancora con il Medio Oriente e con l’America latina) ad altre che possiamo definire “generiche”, come è il caso di questa.

In ogni caso la volontà è sempre quella di gettare uno sguardo al di fuori dei paesi che dominano il mercato cinematografico (Stati Uniti ed Europa occidentale) per andare a scovare film di alta qualità artistica che provengono dall’Asia, dall’Africa, dal Centro e dal Sud del continente americano e dalle nazioni europee che prima della caduta del muro di Berlino facevano parte del blocco sovietico.

E come si può constatare nelle varie competizioni internazionali (Locarno compresa), spesso le cose migliori ci vengono proprio da quei territori. È vero che i palmarès festivalieri sono spesso discutibili, ed è altrettanto vero che oggi i film sono sempre più il frutto di coproduzioni con paesi occidentali dalle risorse finanziarie superiori (come è il caso in questa rassegna per buona parte dei film in programma), ma rimane il fatto che tutte queste opere d’autore non riescono quasi mai a ritagliarsi lo spazio che si meritano all’interno del mercato distributivo. E noi, nel nostro piccolo, quando crediamo che siano di valore, cerchiamo di contribuire a dar loro un po’ più di visibilità. Sperando che anche il pubblico sappia apprezzarli.

 

Michele Dell’Ambrogio, Circolo del cinema Bellinzona

 

 

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