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lunedì, 26 agosto 2019

cinema italiano 2019SQUARCI DI CINEMA ITALIANO
25 marzo 2019 - 7 maggio 2019

 

Non si può certo dire che il cinema italiano goda di una buona distribuzione in Svizzera. Sugli schermi ticinesi arrivano perlopiù le solite commedie di (presunto) successo e qualche altro raro film da cui, vista la fama dell’autore o il successo nei festival internazionali, non si può prescindere. Per quest’ultimi due esempi su tutti: l’ultima fatica di Marco Bellocchio, Il traditore, reduce dai consensi ottenuti all’ultimo Festival di Cannes e che uscirà proprio in contemporanea con la nostra rassegna, e il bel documentario di Nanni Moretti, Santiago, Italia, uscito la scorsa primavera.

D’altra parte, cercare di ottenere opere inedite dall’Italia è quasi sempre un’operazione faticosa, che comporta lungaggini burocratiche spesso insormontabili nonché costi tutt’altro che indifferenti. Perciò, dopo averci anche provato ma senza ottenere risposte in tempo utile, i cineclub ticinesi hanno optato per cercare quei pochi titoli reperibili sul mercato svizzero, che non sempre hanno avuto al sud delle Alpi la diffusione che meritavano.

Per la prima volta questa rassegna (originariamente prerogativa del Cineclub del Mendrisiotto) vede la partecipazione di tutti e quattro i cineclub cantonali, ognuno dei quali propone cinque film italiani realizzati tra il 2017 e il 2019, per un totale di otto lungometraggi che vengono offerti nel programma.

Se il Cineclub del Mendrisiotto ha deciso di inserire un paio di film già usciti nelle sale (Dogman di Matteo Garrone e La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi), gli altri hanno puntato su opere in certi casi inedite nella Svizzera italiana o che vi hanno fatto solo poche apparizioni estemporanee. Tutti avrebbero voluto inserire nel proprio programma l’unico film veramente inedito in Svizzera (Selfie di Agostino Ferrente, che Goffredo Fofi ha definito “vero e nuovo, un film straordinario”, ma il Festival Diritti Umani di Lugano si era già assicurato l’anteprima nazionale, e quindi sarà visibile solo a Mendrisio, subito dopo la proiezione del FFDU, previsto quest’anno dal 9 al 13 ottobre.

Quanto agli altri film programmati, segnaliamo con piacere una forte presenza del documentario (Happy Winter di Giovanni Totaro, Samouni Road di Stefano Savona, che è arricchito con originali inserti di animazione, e a suo modo anche Il cratere di Silvia Luzi e Luca Bellino, nonché il già citato Selfie, interamente girato dai due ragazzi protagonisti con un telefonino).

Per la fiction pura, in tutte e quattro le località si potranno vedere il controverso Loro di Paolo Sorrentino sulla figura di Silvio Berlusconi e un film che in Italia è stato diffuso solo su Netflix, Rimetti a noi i nostri debiti di Antonio Morabito, di cui la critica pressoché unanime riconosce l’estrema raffinatezza formale.

Per quanto già detto sopra, la rassegna non ha la pretesa di fornire un panorama esaustivo del nuovo cinema italiano. Solo “squarci”, per l’appunto, ma che speriamo possano suscitare nel pubblico interesse ed emozioni e contribuire ad una revisione dei cliché con cui solitamente si considera la produzione cinematografica proveniente da un Paese oggi attraversato da una profonda crisi politica e sociale (di cui quasi tutti i film in programma rendono conto), ma nel quale, volenti o nolenti, abbiamo le nostre radici linguistiche e culturali.

 

Michele Dell’Ambrogio, Circolo del cinema Bellinzona

 

 

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